sabato 22 ottobre 2011

le pecore

"Ci fa comodo, quando si parla di responsabilità personale, far parte d'una massa indistinta, priva di volto, d'identità e all'apparenza libera da oneri e colpe. Probabilmente è questa la grande domanda che l'uomo moderno deve porsi: in quale situazione, in quale momento io divento massa?"
"Ci sono definizioni diverse per il processo con il quale un individuo si confonde nella massa o accetta di consegnarle parti di sé. Io ho l'impressione che ci trasformiamo in massa nel momento in cui rinunciamo a pensare, a elaborare le cose secondo un nostro lessico e accettiamo automaticamente e senza critiche espressioni terminologiche e un linguaggio dettatoci da altri".
"I valori e gli orizzonti del nostro mondo e il linguaggio che lo domina sono dettati in gran parte da ciò che noi chiamiamo "mass media". Ma siamo davvero consapevoli del significato di questa espressione? Ci rendiamo conto che gran parte di essi trasformano i loro utenti in massa? E lo fanno con prepotenza e cinismo, utilizzando un linguaggio povero e volgare, trasformando problemi politici e morali complessi con semplicismo e falsa virtù, creando intorno a noi un'atmosfera di prostituzione spirituale ed emotiva che ci irretisce rendendo "kitsch" tutto ciò che tocchiamo: le guerre, la morte, l'amore, l'intimità. In molti modi, palesi o nascosti, liberano l'individuo da ciò di cui lui è ansioso di liberarsi: la responsabilità verso gli altri per le conseguenze delle sue azioni ed omissioni. E' questo il messaggio dei "mass media": un ricambio rapido, tanto che talvolta sembra che non siano le informazioni ad essere significative ma il ritmo con cui si susseguono, la cadenza nevrotica, avida, commerciale, seduttrice che creano. Secondo lo spirito del tempo il messaggio è lo "zapping"".   (D. Grossman) 

giovedì 20 ottobre 2011

Cristina

PASSO D'ADDIO
Si ripiegano i bianchi abiti estivi
e tu discendi sulla meridiana,
dolce Ottobre, e sui nidi.
Trema l'ultimo canto nelle altane
dove il sole era l'ombra ed ombra il sole,
tra gli affanni sopiti.
E mentre indugia tiepida la rosa
l'amara bocca già stilla il sapore
dei sorridenti addii.

mercoledì 19 ottobre 2011

Massimo

...Annina, Annina, se mi pensi ancora
Annina, Annina, se mi puoi sentire
vorrei buttare questi stracci
e far l'amore con te sull'erba del cortile
Lo sai, ogni giorno penso a chi sarà
a chi di noi si salverà
a chi di noi domani combatterà
per pane, giustizia e libertà,
per pane, giustizia e libertà...

lunedì 17 ottobre 2011

una piccola constatazione

gli stronzetti e le stronzette dello scientifico si limitano come ogni anno alla farsa dell'occupazione
i giovani veri sanno fare di piu'
che vergogna!!!
siete peggio di silvio e di mariastella
amen

venerdì 14 ottobre 2011

Pablo

INDIGNARSI
Costruiscono torri in cemento
sulle terrazze del mare
Cercano gas e petrolio
tra i campi di fragole
Seppelliscono veleni immondi
sotto agli orti fecondi
Indignarsi non è solo
gettare vernice sui muri
Indignarsi è un dovere morale
per chi aspira ad un mondo
di giustizia e di pace.
Un mondo, cosiddetto migliore.
Indignarsi è il flutto
iniziale che anticipa
l'alta marea che sale,
che cerca e che termina
in fondo all'uscita
All'alba di un nuovo modello
di vita, dove a vincere
è lo stesso delirio malato
di chi vuole restare
a parlare soltanto d'amore